Ancora troppi alti e bassi per il Latina in campionato

La pesante sconfitta sul campo del Crotone, al netto del fatto che si potesse prevedere, potrebbe togliere qualche certezza al Latina. Tuttavia, la precedente trasferta di Potenza, con il Sorrento, ha fornito un’ulteriore e significativa conferma di un aspetto cruciale per il Latina Calcio in questa seconda metà del girone di ritorno: la squadra, guidata con mano ferma da mister Boscaglia, ha ormai sedimentato una sua identità ben precisa.

Latina
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Questa identità si manifesta con chiarezza in ogni aspetto del gioco, dagli uomini scelti per interpretare il modulo tattico, alle soluzioni tecniche adottate in campo, fino ad arrivare alla dimostrazione di carattere nei momenti cruciali della partita. Gli alti e bassi persistono, al punto che anche che i bookmakers online si adeguano ai alle quote contrastanti di settimana in settimana per quanto riguarda favoriti e non nelle scommesse sportive online.

Analisi tattica ed identità del Latina: un quadro definito nella seconda parte di stagione

Le scelte di formazione operate da Boscaglia appaiono ormai consolidate, frutto di una profonda conoscenza della rosa e di una chiara visione strategica. Nonostante questo non si sia visto a Crotone pochi giorni fa. Contro il Sorrento, un paio di settimane fa, l’innovazione tattica più degna di nota è stata rappresentata dall’inedito impiego di Riccardi a supporto di Zuppel in avanti.

Questa mossa ha comportato la temporanea esclusione di Ekuban, un elemento spesso determinante in fase offensiva, e il conseguente riposizionamento di Petermann nel cuore del centrocampo, agendo da interno sul versante sinistro. A completare le modifiche nell’undici titolare, Scravaglieri ha preso il posto di Di Livio, indisponibile a causa di un attacco febbrile, occupando il ruolo di mezzala destra.

Nonostante le variazioni negli interpreti, il modulo di riferimento del Latina rimane il collaudato 3-5-2, un sistema di gioco che la compagine nerazzurra interpreta con peculiarità tattiche che si discostano dai canoni più tradizionali, come aveva anticipato il Mister prima del Catania. Un elemento distintivo, ad esempio, risiede nel ruolo dei braccetti difensivi. Contrariamente a quanto spesso accade in moduli simili, i difensori laterali del Latina partecipano in maniera marginale alla costruzione della manovra offensiva. Il compito di fornire supporto agli esterni e di sviluppare il gioco in ampiezza è affidato principalmente alle mezzali, che con i loro inserimenti e la loro dinamicità creano superiorità numerica sulle fasce.

L’inserimento di Riccardi in posizione avanzata ha rappresentato una precisa scelta tattica volta a incrementare la fluidità del gioco manovrato del Latina. Zuppel, con intelligenza tattica, si è spesso abbassato per venire incontro al portatore di palla, aprendo preziose linee di passaggio e favorendo lo sviluppo di triangolazioni con gli esterni. In questo contesto, Riccardi ha garantito una costante presenza nei pressi dell’area di rigore avversaria, pronto a sfruttare eventuali sponde o cross provenienti dalle fasce.

Come stanno scalando le posizioni dei giocatori del Latina nelle ultime partite

In fase di non possesso palla e durante lo sviluppo della manovra sulle corsie esterne, con Zuppel posizionato tra le linee avversarie, è stato Riccardi a ripiegare e a rinfoltire la linea mediana. Questa dinamicità ha permesso a Gatto di scalare in posizione di centrale di centrocampo, invitando Petermann e Improta a effettuare sovrapposizioni offensive. Proprio in queste situazioni si è potuta apprezzare appieno l’idea di gioco di Boscaglia: Gatto, agendo da fulcro, ha innescato le avanzate dei suoi compagni, consentendo loro di raggiungere la linea di fondo e di produrre cross insidiosi per gli attaccanti.

Parallelamente, agli esterni Scravaglieri e Rapisarda sono stati assegnati compiti prevalentemente di contenimento, con l’obiettivo primario di neutralizzare la catena di sinistra del Sorrento. I tentativi di Panico di fluidificare la manovra offensiva avversaria, almeno contro il Sorrento e prima della debacle di Crotone. sono stati efficacemente bloccati sul nascere. Isolando di fatto Scala, che ha inoltre subito la fisicità e l’attenzione di Bermann.

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